Stiglitz al Lugano Fund Forum: “Nuova recessione all’orizzonte”

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“Una nuova recessione è dietro l’angolo”. Parola di Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia nel 2001, ospite della quinta edizione del Lugano Fund Forum, che spiega: “Negli States la crescita economica è (ufficialmente) limitata al 2,4% e la disoccupazione, benché bassa, evidenzia che attualmente i due terzi dei posti sono part-time mentre erano solo un terzo prima della crisi, tanto che sono a venuto a mancare oltre due milioni di posti di lavoro. Non solo.

Le diseguaglianze aumentano sempre di più, a detta di Stiglitz: le persone negli Usa che vantano redditi maggiori consumano una parte esigua dei beni offerti e, di conseguenza, la domanda globale risulta in diminuzione. E ad aggravare la situazione si aggiungono i tagli operati dal Governo. L’Europa poi, sempre a detta del premio Nobel, è difficile che possa sopravvivere senza adeguate ed efficaci riforme: “la cura che la Troika dà alla Grecia la porterà inevitabilmente a un’altra depressione, il Portogallo ha votato contro l’austerità e non riesce a formare un governo stabile e presto Spagna dovrà fare i conti con uno scenario analogo”. Ancora, secondo Stiglitz, “la crescita reale della Cina, molto diversamente dai dati ufficiali, va dal 3 al 4 per cento”.

In poche parole, a detta di Stiglitz, c’è al momento un eccesso di produzione a fronte di una domanda stagnante. Inoltre, “sono scesi i prezzi delle commodities e i Paesi esportatori hanno meno soldi a bilancio”.

In questo scenario, “i mercati finanziari non riescono più a fungere da intermediari. Il riparmio non svolge più la sua funzione. “La finanza –  avverte Stiglitz, deve riprendere a svolgere il proprio ruolo sociale”. Nel frattempo i Governi tornano a propinare una cura simile a quella del 1929: tagli, fisco e austerità, che porta (come la storia ha ampiamente dimostrato) alla depressione generando nuovo deficit.      G.R.

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