Oro penalizzato dai falchi delle banche centrali

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A cura di Etf Securities

Maggior deflusso settimanale dagli ETP sull’oro dal dicembre dello scorso anno. La scorsa settimana, dopo le dichiarazioni poco distensive della BCE e della BOE e un’ livello di inflazione tedesca sopra le attese, gli ETP sull’oro hanno registrato deflussi per 160 milioni di USD. Le crescenti aspettative di normalizzazione delle politiche monetarie hanno generato una correzione delle emissioni sovrane e un aumento della propensione al rischio.

I rendimenti dei Treasury USA a 10 anni sono saliti di 12 pb mentre quelli dei titoli di Stato europei di analoga durata hanno evidenziato un incremento medio di 21 pb, ai massimi dal dicembre 2015. Nel gennaio 2017 avevamo pubblicato la nostra stima del prezzo dell’oro a 1230 USD/oncia entro la fine dell’anno. La traiettoria in corso conferma in sostanza la nostra stima visto che, la scorsa settimana, l’oro è sceso sotto i 1250 USD/oncia.

Con il progressivo rialzo dei rendimenti reali a livello globale, crediamo che i prezzi dell’oro continueranno a cedere terreno portandosi a 1230 USD/oncia. Tuttavia, il rischio di ribasso delle quotazioni aurifere sarà contenuto dalla gradualità dei rialzi dei tassi e dal sussistere di rischi estremi. “Anche se ultimamente il dollaro USA si è mostrato debole rispetto alle altre divise, nella seconda parte dell’anno un contesto di tassi in crescita favorirà le quotazioni del biglietto verde e penalizzerà il prezzo dell’oro”, ha dichiarato Massimo Siano, Executive Director – Head of Southern Europe di ETF Securities.

Questa settimana gli ETF su metalli industriali hanno raccolto afflussi pari a ben 55 milioni di USD. Venerdì scorso, la pubblicazione del dato ufficiale relativo all’indice dei responsabili degli acquisti per il settore manifatturiero cinese ha sorpreso positivamente, con un rialzo da 51,2 di maggio a 51,7 di giugno. I sottocomponenti dell’indice indicano un sostegno al settore manifatturiero proveniente dalla domanda estera, alla luce del robusto aumento degli ordinativi esteri, ma vi sono indizi di ripresa anche della domanda interna. “Nonostante il miglioramento del quadro industriale, l’aumento dei prezzi dei metalli si è fermato al 2,3%, frenato dalla debolezza dei mercati azionari asiatici”, ha aggiunto Siano.

La scorsa settimana gli ETP sul greggio hanno attratto investimenti per quasi 24 milioni di USD. La scorsa settimana i prezzi del petrolio hanno guadagnato il 6%, con il Brent e il WTI saliti rispettivamente a 47,5 USD e 44,9 USD nella giornata di venerdì, nonostante l’inattesa crescita delle scorte di greggio statunitensi. L’energy Information Administration statunitense ha rilevato un incremento delle scorte USA pari a 118.000 barili dalla scorsa settimana. Verosimilmente tali rialzi sono ascrivibili alla riduzione di 100.000 barili al giorno dei volumi di petrolio estratti negli Stati Uniti nella settimana del 19 giugno. “È tuttavia probabile che si tratti di uno shock una tantum, essendo in parte legato al blocco temporaneo della produzione nel Golfo del Messico durante la tempesta tropicale Cindy di due settimane fa”, commenta Siano.

Gli ETF azionari hanno attratto gli investimenti più consistenti questa settimana, a quota 29 milioni di USD. Gli ETF su miniere d’oro hanno registrato afflussi robusti per tre settimane consecutive, complessivamente pari a 81 milioni di USD. In genere gli investitori considerano distinte le esposizioni alle miniere d’oro e all’oro. “Altri ETP tematici richiesti sono la robotica e la cybersecurity, che la scorsa settimana hanno raccolto afflussi rispettivamente pari a 4 e 18,5 milioni di USD”, conclude Siano.

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