Etp, flussi ancora in crescita sui metalli industriali e sulla robotica

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A cura di Etf Securities

Afflussi record per 56,3 milioni di dollari negli ETF sulla robotica. Gli ETF sulla robotica raccolgono 56,3 milioni di dollari, il picco settimanale dal lancio, mentre gli ETF sulla cybersecurity raccolgono 15,9 milioni di dollari, il record dal giugno 2017. I robusti afflussi in questi ETF riflettono un trend più generale di solidi risultati dei titoli tecnologici (dall’inizio dell’anno, per esempio, l’Information Technology Index S&P 500® ha guadagnato il 5,1%). “Tuttavia, l’impiego sempre più diffuso dell’automazione e i timori crescenti sulla sicurezza del software hanno acceso l’interesse verso questo particolare comparto tecnologico”, ha dichiarato Massimo Siano, Executive Director – Head of Southern Europe di ETF Securities.

Gli ETP sui metalli industriali hanno registrato la quarta settimana consecutiva di raccolta positiva. Livelli elevati di investimenti negli ETP long su ampi panieri di metalli industriali, che hanno ricevuto 22,5 milioni di dollari (ai massimi da tre settimane), e negli ETP long sul rame che hanno ricevuto 14,9 milioni di dollari (ai massimi da sei settimane). A fine 2017 gli indici globali dei responsabili degli acquisti manifatturieri (PMI) hanno segnato il record degli ultimi sette anni. Il sondaggio PMI mostra una solida domanda di metalli industriali nel 2018, con una crescita della produzione, dei nuovi ordini e dei livelli sostenuti dell’occupazione che non si vedevano dall’inizio del 2011. “Il dato doganale diffuso la scorsa settimana rivela che, nel 2017, le importazioni cinesi di minerale e di concentrato di ferro hanno segnato il record assoluto”, ha aggiunto Siano.

Dopo il rincaro del petrolio della scorsa settimana del 3,3%, gli ETP long sul greggio registrano disinvestimenti per 29,3 milioni di dollari. Gli ETP sul petrolio hanno segnato la 19a settimana consecutiva di deflussi. Gli investitori sembrano approfittare dell’ultimo rialzo delle quotazioni petrolifere. La scorsa settimana i prezzi del greggio hanno raggiunto 70 USD al barile, in crescita dai 56 dollari al barile di un anno fa. Una spinta è venuta dalla diminuzione delle scorte di greggio negli Stati Uniti, dall’aumento delle tensioni geopolitiche (soprattutto in Iran) e dall’elevato tasso di adesione ai tagli sulla produzione concordati dai paesi OPEC. Approfondendo i titoli di giornale, tuttavia, scopriamo che le scorte di petrolio sono aumentate (segno che quelle di greggio si sono semplicemente trasformate in prodotto). Le questioni geopolitiche tendono a mostrare alti e bassi, pertanto dubitiamo che il premio per il rischio geopolitico avrà lunga vita. Nel 2018 la produzione USA di petrolio dovrebbe salire fino a segnare un picco storico. Ultimamente, i prezzi particolarmente sostenuti hanno spinto i paesi OPEC a uscire prematuramente dall’accordo nel mese di giugno. “Anche se le dinamiche di momentum potrebbero spingere nuovamente le quotazioni del petrolio oltre quota 70 USD al barile, riteniamo che tale livello non sarà sostenibile quando torneranno a prevalere i fondamentali”, ha precisato Siano.

Gli ETP short sul dollaro USA hanno segnato il livello massimo delle ultime cinque settimane. Indiscrezioni (mai confermate) secondo le quali la Cina intenderebbe ridimensionare i suoi acquisti futuri di Treasury USA hanno spaventato il mercato, provocando un deprezzamento dell’1,5% del paniere in dollari USA (DXY). Gli ETP short sul dollaro USA hanno registrato afflussi per 6,6 milioni di USD, soprattutto a scapito dell’euro. “Il compromesso raggiunto venerdì in Germania fra il partito cristiano-democratico (CDU) di Angela Merkel e i social-democratici (SPD) per la formazione di una coalizione ha dato forza all’euro”, ha concluso Siano.

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